VOCE SHAMANA, con Naira Gonzalez

Voce Shamana, un viaggio nella Tua Voce Profonda

con Naira Gonzalez

La voce è quello strumento arcaico e magnifico che ci permette di comunicare con l’altro. E’ il mezzo con cui esprimiamo noi stessi, le nostre emozioni, i pensieri, la nostra Anima che, poiché lascia trasparire i segreti, rivela le ombre e le luci del presente e i segni del passato, come un’impronta inconfondibile che ci rende unici.

Una impronta magica.

Naira Gonzalez crea un percorso di esplorazione e scoperta della voce profonda e del suo potenziale.

“L’idea nasce da una problematica reale che ho riscontrato nel corso della mia esperienza professionale: molti attori o semplicemente professionisti che utilizzano la voce hanno un blocco proprio al quinto chakra.

Avere la possibilità di scoprire la propria voce, di potenziarla, di scoprirne le caratteristiche attraverso il superamento dei blocchi: In questo percorso come uno shamano, guardo la persona, la osservo, – un po’ come una tigre con la preda- e provo a leggergli dentro che cosa gli accade e com’è questo suo universo. Cosa, da dove… È come un portone chiuso. Allora provo a osservare dall’interno e capire di questo portone, che tipo di chiave serve per aprire.

VOCE SHAMANA è un percorso per chi ha voglia di arrivare all’altro, creare un collegamento pulito e sincero, costruendo relazioni sane e vive, acquisendo sicurezza. VOCE SHAMANA è un viaggio di esplorazione nella Tua Voce Profonda, che mira a sciogliere le tensioni che le impediscono di manifestarsi pienamente.

Si lavorerà sulla vibrazione, l’energia, la potenza che consentono di liberare la straordinaria magnificenza ed esprimerne i variegati colori. Non abbiate paura della vostra voce.

VOCE SHAMANA – di Naira Gonzalez

24-25-26 OTTOBRE 2019

Saranno ammessi un massimo di 15 partecipanti. Il costo del laboratorio è di Euro 90 (+ 5 euro di tesseramento). Le domande di ammissione e le eventuali richieste di informazioni dovranno essere inviate via mail entro il 23 ottobre 2019.

Naira Gonzalez

Nasce a Buenos Aires nel 1971, inizia a fare teatro nel 1976, all’età di cinque anni, nelle miniere e nelle comunità indigene della Bolivia con la compagnia Teatro Runa, diretta dal padre Edgar Dario Gonzalez. A nove anni, insieme al padre , realizza il progetto contro l’analfabetismo “Teatro y educaciòn”, che si rivolge ai figli dei contadini e utilizza il burattino come strumento pedagogico d’insegnamento. 

Nel 1985 padre e figlia si trasferiscono a Buenos Aires, Naira vince il primo posto per il Labarden, Accademia di Arte Visive e Scrittura di Buenos Aires. All’età di 15 anni, conosce Iben Nagel Rasmussen e Cèsar Brie, che la scelgono come allieva, nella sua prima tournée attraverso l’Argentina in I fiumi del domani e partecipando ai “Baratti”, un progetto di scambio con le comunità, ideato da Eugenio Barba

All’età di 16 anni viene invitata da Iben N. Rasmussen e Eugenio Barba in Danimarca ed entra a far parte dell’Odin Teatret. I suoi maestri Iben N. Rasmussen e César Brie la seguono quotidianamente nell’allenamento fisico e vocale. Jan Ferslev ne segue la sua formazione musicale. Partecipa all’Ista: International School of’ Theatre Anthropology. 

Lavora come attrice in Talabot e ne Le Stanze del Palazzo dell’Imperatore, diretti da Eugenio Barba e, insieme a Roberta Carreri e Jan Ferslej, nello spettacolo Il Lupo Denis di Boris Vian, diretto da César Brie. Fa da assistente alla regia per Il Mare in Tasca e Torneranno i Miei Figli, sempre di Brie. 

Nel 1990 dirige e interpreta insieme a César Brie Romeo e Giulietta, diretto da Pietro Valenti. Nel 1992 parte per la Bolivia con César Briè e insieme fondano il Teatro de los Andes.  Naira segue la formazione vocale degli attori, si occupa della creazione dei costumi e dirige lo spettacolo Canzoniere del mondo. Dirige il suo primo monologo da Garcia Lorca, con l’attore Indalo Luque
Nel 1995 sulle montagne abruzzesi, con il sostegno di Piero Tronca, crea per la piccola comunità montana lo spettacolo Sette Uomini di Marzapane, una favola sui Desaparecidos.  A 25 anni si trasferisce a Marghera, dove lavora con Leonardo Milan all’ideazione di un nuovo progetto: Il Cervo Disertore. 

Dal 1996 al 1998 fonda una compagnia seguendo l’allenamento fisico e vocale degli attori e realizzando cinque spettacoli, che vengono rappresentati nelle carceri, nei teatri, nei centri sociali, nei bacari veneziani: Il Fiore dell’Orgia, Pediluvio, Figli Senza Padre, Rituale Fasullo, Ninnananna. Realizza per l’Assessorato alle Politiche Giovanili un laboratorio con spettacolo finale con i detenuti dell’istituto di pena SAT della Giudecca, a Venezia. 

Nel 1998 Naira vince un bando della Regione Veneto con il progetto Amleto, l’eroe che pensa, un’iniziativa che vede coinvolti 24 artisti tra pittori, musicisti e illustratori nella realizzazione di eventi e installazioni nelle vie di Venezia.  Nel 1999 ristruttura, insieme a Massimiliano Donato,  una pieve nell’entroterra umbro, dando vita al Centro Teatrale Umbro.