RITUEL / Stagione di Teatro Sperimentale

Rituel è la stagione di Teatro Sperimentale dedicata agli artisti e alle compagnie che fondano la propria ricerca sulla tematica del Rito. Con il dichiarato intento di focalizzare in lucida passione il margine, la base, il dissolto, il sommerso, evocati attraverso un teatro-messa, nella sua corporea viscerale coessenza con i bisogni primitivi dell’Homo Sociale. 

Un Teatro-Rito che determina la sospensione dei significati conosciuti e determinati, per una vera e propria liturgia dell’indeterminato, dell’improbabile e dell’imprevedibile.

Per chi ricerca l’origine, pensa e agisce nel Rito, collocandosi in uno spazio utopico, carico di tensione profetica e perfino di una capacità di rigenerazione dei rapporti umani.

Rito inteso come capacità di innescare meccanismi di coesione antropologica ai drammi sociali, rinterpretati nei termini archetipici propri del Mito, calati in un determinato Spazio e in un determinato Tempo.

5 Spettacoli per 5 Rituali

Teatro / Musica / Danza / Digital / Kids

13/14 Dicembre h 21 // 15 Dicembre 2019 h 18

[Teatro]

Rituel#1 / CENA DI NATALE

Elena LUNGHI / Daniele CASOLINO 

Una famiglia e una tavola imbandita per la Cena più magica di tutte. La Cena di Natale. Anno dopo anno, il sacro rito ripetuto identico della natività cerca di cristallizzare un ideale di felicità e armonia democratico e sano, che imprime un sorriso su ogni conflitto, che tacitamente impone serenità alle discordie e gelosie, che mostra affetto e cura per assicurare a tutti il sacrosanto diritto della tranquillità opprimente. 

La pièce mette in scena le idiosincrasie e le contraddizioni del rituale familiare rappresentato, facendo emergere attraverso la ripetizione seriale di azioni e battute l’instabile equilibrio dei ruoli e delle relazioni dei personaggi, oscillando e declinando nella potenzialità semantica e espressiva della partitura. Un cadere (schiantarsi?) a spirale nel vortice implosivo del rituale psicotico domestico che la notte di Natale ogni anno mette in scena la grande replica”

20-21 Dicembre h 21 // 22 Dicembre 2019 h 18

[Performance Musica / Danza]

Rituel#2 / WATERMOUTH

Rituale Elettrificato per Musica e Danza

Compagnia MARCOZZI Contemporary Theater
Luis DE CICCO e Daniela MARCOZZI


Performance in musica e danza nata dalla collaborazione tra il musicista
Luis De Cicco e la performer Daniela Marcozzi.

Il pretesto da cui trae origine questa ricerca deriva da una serie di studi socio-antropologici condotti da Luis sulle tradizioni pagane della sua città d’origine, Benevento, che la tradizione popolare vuole frequentata da streghe.
Perchè dal culto della dea Iside diffuso in quella stessa area, si è passati all’immagine di una vecchia crudele che rapisce i bambini? La spiegazione di questo passaggio cruciale fornisce la vera “trama” dello spettacolo: i rituali pagani (nella fattispecie l’arianesimo) furono al centro di un dibattito politico che coinvolgeva romani, longobardi e bizantini; come spesso succede nella Storia, lo sradicamento delle minoranze poteva determinare numerosi vantaggi per le potenti dinastie. Inizia così un linciaggio sociale che toccherà il suo apice durante il XV secolo quando, in seguito alle prediche di Bernardo da Siena, si decide di sferrare il colpo finale alle sette che venerano ancora dèi stranieri. Traendo sensazioni da questo background, Watermouth si pone come un movimento riconciliatore: tra dentro e fuori, alto e basso, visibile e celato. Un rituale capovolto poichè non si invoca un dio, ma un nuovo corpo che vuole tornare ad essere sede del sacro, e lo fa con un rito di comunione, sulla scia di quelli che si svolgevano all’ombra del noce. Si cerca l’antica connessione dell’uomo con i suoi luoghi, un dialogo con l’invisibile, un ascolto incondizionato. Lo spazio scenico diventa il cerchio magico aperto
dove il musicista-sciamano e la danzatrice-adepta si abbandonano alla trance medianica, piantando i semi di un nuovo equilibrio tra uomo e mondo.

In occasione della performance la regista Daniela Marcozzi terrà il workshop THE URGE OF BEING (L’Urgenza di Essere), training di ricerca per performing artists.

12 Gennaio 2020 h 16 – h 18

(doppia replica)

[Teatro per Bambini]

Rituel#3 / L’UCCELLO DI FUOCO

Cecilia VENTRIGLIA e Giulia ZEETTI

Lo spettacolo trae ispirazione da antiche fiabe russe , tramandate dal novellatore Afanasief, che hanno come protagonista il principe Ivan alle prese con Kascey l’immortale e l’Uccello di Fuoco. L’Uccello di fuoco è una figura mitica che può identificarsi con l’araba fenice, animale simbolico che muore e rinasce dalle sue stesse ceneri in un cerchio infinto che rispecchia la ciclicità del mondo in cui vita e morte, distruzione  e rinascita si susseguono. Le autrici prendono ispirazione dalle favole russe e da “L’ Uccello di fuoco”, uno dei famosi Balletti Russi di Daghilev, in scena per la prima volta nel 1910. La storia narra il viaggio del principe Ivan alla ricerca della principessa Vassilissa, che è stata rapita dal perfido stregone Kascey il quale, grazie alle sue unghie magiche, può pietrificare chiunque ostacoli il suo potere.Ma Ivan ha un cuore puro e pronto ad amare, gli appare così in sogno il favoloso uccello di fuoco che gli dona una delle sue piume magiche con cui chiamarlo in caso di bisogno. Dopo diverse peripezie, giunge finalmente al castello di Kascey dove la povera Vassilissa è rinchiusa. I due si icnotrano ed è amore a prima vista. Kascey irrompe a rovinare il romantico momento e dà a Ivan tre prove da superare , pena la morte. E cosi’ si arriva al finale dello spettacolo in cui Ivan , aiutato dall’uccello di fuoco e dal pubblico riuscirà a superare le tre prove, a salvare Vassilissa e a sconfiggere Kascey. Nella lotta finale tra i due infatti , Ivan avrà il sopravvento ma deciderà di risparmiare il perfido stregone e di perdonarlo. Questo nobile gesto scioglierà l’ incantesimo, Kascey perderà tutti i suoi poteri e l’amore trionferà.

24-25 Gennaio h 21,00 / 26 Gennaio 2020 h 18

[Teatro-Danza]

Rituel#4 / THE SIEGE / L’ASSEDIO

Monica CIARCELLUTI (regia) / Bassam ABOU DIAB (coreografie)

Con: Mariangela CELI (ITALIA), Gisela FANTACUZZI (ARGENTINA), Olga MERLINI (ITALIA), Rita MOSCA (ITALIA), Cristian OSOLOS (ROMANIA), Bintou OUATTARA (BURKINA FASO), Ibrahim OUATTARA (BURKINA FASO), ElisaRICAGNI (ITALIA), Emanuela VALIANTE (ITALIA)

Progetto artistico sperimentale e interculturale di Teatro-Danza che mette al centro della creazione scenica il dialogo tra Oriente e Occidente. La fusione di artisti di paesi di tutto il mondo, tra i quali Libano, Burkina Faso, Italia, Argentina, Romania, diventa la chiave di lettura per condividere e per affrontare i temi delle oppressioni. Grazie al lavoro del coreografo libanese Bassam Abou Diab, (autore del pluripremiato Under the Flesh) sotto la direzione della regista Monica Ciarcelluti, L’Assedio/The Siege si basa su una grammatica e su un linguaggio gestuale che attingono dai rituali religiosi islamici (preghiera, danza sufi e Ashura) e dalla loro frammentazione, arrivando a fonderli in una forma d’arte dinamica accompagnata dalla musica. Musica che diventa uno strumento espressivo nell’ambito di una combinazione teatrale basata su due elementi fondamentali, provenienti dal Teatro classico greco: il coro e l’eroe e sul rapporto mutevole tra questi due.La scrittura scenica non solo basata sulle azioni e sul movimento ma anche sull’uso della parola, del suono e della voce attraverso la polifonia linguistica. I testi inseriti nella drammaturgia nascono da riscritture di Sartre, Brecht, Camus, Euripide e da testi dall’attualità del mondo politico e mediatico. 

31 Gennaio / 1 Febbraio 2020 h 21

[Music / Visual / Performance]

Rituel#5 / Studio per una TWITTERING MACHINE

Loredana ANTONELLI (live visual) Lady MARU (live music) / Pasquale PASSARETTI (testi-performance)

Paul Klee pittore e musicista ha basato la sua ricerca sul rapporto tra la dimensione spaziale delle arti figurative e quella temporale della musica e della letteratura. La macchina cinguettante, uno dei quadri più famosi del pittore, ritrae una manovella che gira facendo perno su un’esile forcella, il movimento fa cantare quattro strani uccelli dal profilo comico. La macchina cinguettante è una macchina inutile e assurda, il cui funzionamento è un invito ad abbandonarsi alle associazioni spontanee della mente. Da questa suggestione nasce il nostro lavoro che lega tre pratiche diverse come la musica elettronica, la video art e il teatro di narrazione. Video generativi e musica elettronica eseguiti dal vivo accompagnano i movimenti e le parole dell’attore che insegue un racconto fatto da una drammaturgia minimale. La performance si alimenta di diversi riferimenti della cultura occidentale del 900 che vanno da Beckett a Magritte per dar vita ad una macchina cinguettante che con la sua manovella da voce a tematiche dei nostri tempi come i social network, i timori e le nevrosi dettati dallo stile di vita contemporaneo.

Un dipendente di una multinazionale vede sfiorire una delle sue poche gioie: un grave imprevisto, proprio nella sua sede di lavoro, allungherà più del dovuto il turno lavorativo del venerdì. Un imprevisto che sarà sviscerato con il trascorrere della performance, un imprevisto che boicotterà i programmi del fine settimana del protagonista, il quale sarà preda di riflessioni dal sapore tragicomico sul senso della propria esistenza. Le solite azioni quotidiane, nella loro semplicità si mostrano agli occhi del protagonista come male assoluto. L’attesa del treno per andare a lavoro, bere un caffè nel bar della stazione, ascoltare distrattamente una conversazione in un luogo pubblico, leggere i post del social network preferito si mostrano come inaspettati contenitori di crudeltà. Lo stesso itinerario giornaliero, lo stesso rito dell’individuo contemporaneo che applica e subisce la pratica del male in situazioni ritenute “normali” in cui tutto sembra lecito perché, appunto, tutto è normale.