IL SACRO

Seguendo il percorso inaugurato con RITUEL, la stagione invernale di teatro sperimentale che ha raccolto attorno allo Spazio Recherche il suo primo pubblico teatrale, ho voluto approfondire l’indagine sul SACRO, quale chiave per vivere e far vivere un’esperienza che non muova soltanto la mente ma le viscere tutte. Ecco perché l’elemento ritualistico non scompare, meglio, viene messo in luce attraverso le metafore della sacralità. Con una call ricca di suggestioni più che di regole, ho chiamato artisti e compagnie che stessero affrontando la sacralità, con una particolare lettura. Le risposte sono state tante e da ogni parte di Italia, e non solo. Fra queste ne abbiamo scelte SETTE assolutamente in sintonia con i presupposti di Recherche.

Hanno tutti un’impronta rituale, una concezione originale e sacra dello spazio, alcuni lavorano sui sensi offrendoci dei percorsi personalizzati, altri creano delle vere e proprie celebrazioni, delle liturgie, perfino ingiurie e, da un collettivo spagnolo, la sorpresa di uno spettacolo a metà tra porno, tecnologia e temi sociali.  E’ nato così il programma della rassegna primaverile di Recherche che proporrà, nella sua prima Quaresima, due mesi – i prossimi marzo e aprile -, di programmazione fitta e ricca di approfondimenti e di suggestioni.

Vi aspettiamo, attori, non spettatori, del Rito.

[Vittoria Faro]

IL SACRO

RITUEL // RASSEGNA DI TEATRO SPERIMENTALE SUL RITO

Sette spettacoli per sette atti liturgici o di profanazione

6 / 7 Marzo 2020 H 21.00

JUAN DE LA CRUZ // (FABRICA NEGRA) (CANCIONES DELL’ALMA)

LENZ FONDAZIONE

da Juan de La Cruz

Traduzione e regia | Francesco Pititto

Interprete | Sandra Soncini

Produzione | Lenz Fondazione

Juan de La Cruz è stato un mistico e poeta spagnolo. I suoi scritti vennero pubblicati per la prima volta nel 1618. Fu poeta e teologo, autore di svariati trattati riguardanti soprattutto la preghiera
e il «cammino spirituale dell’anima verso Dio e in Dio». È considerato uno dei maggiori poeti in lingua spagnola.

FÁBRICA NEGRA (2003)
La Fabbrica nella costruzione retorica e poetica di Calderón – la fábrica gallarda del universo – e il Nero che scolora i percorsi dell’eros mistico di Juan de la Cruz nello scuro e nell’oscuro dell’ascesi conoscitiva. Un corpo femminile penetra lo spazio della Grande Sala pregna dei segni della creazione artistica. Nella sua assoluta nudità il corpo umano in-cella la densità del verso poetico di Juan de la Cruz, la aggioga, la colpisce con il muscolo potente dell’umano in essere. Nella geometria rigorosa del movimento, la tensione ascetica della parola si dispone sul campo spaziale come una meccanica algebrica dell’inconoscibile: matematica di Dio.

CANCIONES DEL ALMA (2006)

Uno spazio di rappresentazione ristretto costringe l’attrice a mutazioni continue. I temi della maturità e del divenire impongono autorevolezza nell’organizzazione della fabbrica del corpo – così come in quella dell’Universo, scriverebbe Calderón – e, soprattutto nell’organizzazione dell’anima contenuta al suo interno, liberata in canzoni poetico-mistiche che sondano incessantemente l’invisibile.

LENZ FONDAZIONE

Fondata il 13 novembre 2014 dalle Associazioni Culturali Lenz Rifrazioni e Natura Dèi Teatri, ne raccoglie l’eredità storica (1986 per Lenz e 1996 per Natura) continuandone, senza soluzione di continuità, e con identico rigore l’azione di ricerca artistica, creazione, formazione, ospitalità internazionale nell’ambito delle performing arts e della sensibilità, ma con una più ampia progettualità artistica, culturale e scientifica. La direzione artistica della Fondazione è curata da Maria Federica Maestrie Francesco Pititto, che ne è il Presidente. Presidente onorario e direttore scientifico il Dott. Rocco Caccavari, già presidente di Natura Dèi Teatri. Lenz Fondazione realizza un complesso progetto di creazioni performative e visuali contemporanee, e di coproduzioni musicali e teatrali da realizzare in collaborazione con istituzioni territoriali, nazionali ed internazionali, di pratiche laboratoriali integrate rivolte a persone con disabilità psichica, intellettiva, sensoriale. In una convergenza estetica tra fedeltà esegetica alla parola del testo, radicalità visiva della creazione filmica, originalità ed estremismo concettuale dell’installazione artistica, l’opera di Lenz riscrive in segniche visionarie tensioni filosofiche e inquietudini estetiche della contemporaneità.

13 marzo h 21.00 / 15 marzo h 18,00

CORPUS (RITO DELLA PROCESSIONE // RITO DEL RAGNO)

Spettacolo di Gestuazione (improvvisazione sacra corpo/gesto)

di e con: Alessia D’Errigo (gestuante)

Con la partecipazione di: Angela Botta, Magda Saba, Ortensia Macioci

Coro di sostegno al Rito: Mimosa Maniàci, Gloria Iaia, Giulia Pomarici, Ilaria Delmonaco, Silvia Pegah Scaglione (eventuale partecipazione di altre donne)

La Gestuazione (ramo della Performazione di Antonio Bilo Canella) è una forma di ricerca teatrale celebrativa legata agli stati alterati di coscienza e all’improvvisazione totale corpo/gesto, creata da Alessia D’Errigo. Il corpo legato alla gestualità (da qui il nome Gestuazione) rappresenta la chiave narrativa ed emotiva del lavoro, mentre il silenzio rappresenta l’origine, il punto di partenza da cui tutto può nascere o morire: rumori, suoni, versi e forse anche parole. La Gestuazione è visceralmente legata alle tematiche femminili e al fenomeno del tarantismo. La suggestione di questa forma d’arte spettacolare è fortemente ispirato al testo di Federico Garcia Lorca “La casa di Bernarda Alba” e a tutte le forme ritualistiche antiche (Tarantismo, Argia, Lamentatrici etc..) Ogni Gestuazione sarà preceduta da un Rito iniziatico che prevede la partecipazione di altre donne, le quali aiuteranno la “gestuante” ad entrare in uno stato alterato di coscienza e permettere l’inizio della Gestuazione.

Nel Rito della processione si parteciperà ad un vero e proprio corteo che segue la scia metaforica delle antiche processioni in cui il tarantato veniva portato dalla comunità in chiesa per chiedere la grazia al Santo. Tutto questo si intreccerà in contrapposizione alle suggestioni de “La casa di Bernarda Alba” di Lorca dove si narra di una donna che viene portata in piazza dalla comunità per essere giustiziata in quanto peccatrice. Il rito della processione simboleggia la lotta tra forze opposte: salvezza e perdizione, grazia e calvario, vita è morte. Dopo questo Rito inizierà la Gestuazione

Alessia D’Errigo

Ricercatrice in campo teatrale e cinematografico. Regista, scrittrice e Trainer Nel 2004 apre, insieme al suo compagno, l’artista e regista Antonio Bilo Canella, il “CineTeatro di Roma” (www.cineteatro.it) centro di ricerca formazione e produzione in campo teatrale e cinematografico. Proprio al CineTeatro inizia un lungo percorso sull’improvvisazione totale (la Performazione) e porta avanti una ricerca personale sull’Improvvisazione Poetica.Da questa ricerca – nel 2011 – Alessia D’Errigo apre il progetto IMPROMPTU THEATRE l’intento è quello di voler fondere varie arti (musica, poesia, danza, pittura e teatro) in uno scenario d’improvvisazione totale. Progetto sancito dall’omonimo spettacolo “Impromptu” con il pittore-performer Orodè Deoro, e da altre due performance “Variazioni Belliche (LamentAzione)” e “Per i tuoi occhi bianchissimi” Dal 2012 ad oggi, ritorna a lavorare con Antonio Bilo Canella con la Performazione, aprendo insieme a lui il “Collettivo Performativo” e collaborando con vari artisti, scrittori, danzatori, musicisti, pittori e poeti. Nel 2019 inizia la sua ricerca sull’arte sacra e il fenomeno del Tarantismo: la GESTUAZIONE, ricerca che mette al centro il corpo/gesto come linguaggio narrativo/emotivo e gli stati alterati di coscienza. Nel 2011 ha pubblicato la sua prima silloge poetica ‘Carne d’aquiloni’ con l’editrice Zona Contemporanea. I suoi testi sono presenti in numerosi blog, riviste web e in alcune antologie.

27-28 marzo h 21.00 / 29 marzo h 18,00

A NIGHT WITH RAMONA 3.0

Direction and performer: Raffaella Menchetti

Performer and creation: Ilaria Vergani Bassi

Multimedia creator and performer: Joaquín Díaz

Direction and dramaturgy assistance: José Miguel Neira

Collaborators and interpreters live or online: Susanne Grau, Jimena Perez Salerno, Paloma Bianchi, Marina Suarez Ortiz, Nina Horowitz

Una Notte con Ramona 3.0 è un progetto interdisciplinare in cui la drammaturgia usa linguaggi performativi e audio/video per parlare di un immaginario sessuale archetipico incarnato in una porno star fake. Ramona è un immaginario che si basa sulla realtà fisica e digitale e prende forma nella finzione.
Questa ricerca è condotta in diversi formati, A Night with Ramona 3.0 è un’installazione performativa che studia e crea una riflessione sulla “sessualità” come metafora “dell’orgia cannibale contemporanea”. Ramona è un’interfaccia (DISPOSITIVO SUPERIORE) che collega due dispositivi:
– il DISPOSITIVO1 è una situazione immersiva e performativa (dove il pubblico interagisce come voyeur attivo)
– il DISPOSITIVO 2 è il luogo dove il pubblico entra e dove chi non interagisce rimane a vedere le immagini prodotte in tempo reale dal pubblico “prescelto” dentro il modo immersivo (voyeur passivo). In che modo il mondo del sacro, del profano, della tecnologia e dei social network attraversano la sessualità? Cos’è la sessualizzazione di un luogo,
di un oggetto e di uno spazio? Come viene usato per manipolare? Cos’è il desiderio? Come viene manipolato il desiderio? Queste sono alcune delle domande che vengono affrontate nella performance.

17-18 aprile h 21.00 / 19 aprile h 18,00

In ARBERIA

Radio No Made

Drammaturgia e paesaggio olfattivo: Lea Walter

Scenografia: Fabio Pennacchia
Paesaggio sonoro: Max Wayne
Grafica: Alice Ruzzettu

Istallazione Video: Edoardo Gino

Arberia è il nome che usano gli Arbëreshë (Albanesi d’Italia) per definire la loro nazione “sparsa” nell’Italia meridionale. Una nazione dispersa geograficamente in molti luoghi ma unita dalla lingua.RADIO noMade esplora parte di tale nazione (Albania d’Italia) mettendo a fuoco le sue peculiarità e dando forma ad una Geografia dell’Altrove.

Il collettivo noMade ha scelto di avvalersi del metodo del Teatro de los Sentidos ideato e sviluppato dal regista e antropologo colombiano Enrique Vargas in quanto risponde pienamente alle questioni che i membri del collettivo si pongono di fronte alle possibilità restituitive dell’Opera. Tale metodo si basa sul gioco inteso quale rituale che mette in scena archetipi e simboli peraccedere ad una dimensione immaginale dell’anima. L’altro concetto base è l’estraniamento, il disorientamento che porta il visitatore-viaggiatore aperdersi per poi ritrovarsi in un’altra dimensione, quella viva dei sensi e del sogno. Il collettivo cerca quindi di ricreare tale dimensione in ogni proposta allestitiva sia nella sua valenza estetica che etica cercando di donare ad ogni visitatore un’esperienza unica, esclusiva ed fortemente emotiva, immergendolo in un’atmosfera che stimola la curiosità attraverso il coinvolgimentodi tutti i sensi. Questo metodo per noi risponde altresì al desiderio di proporre un’esperienza iconostatica achiunque entri in contatto con l’Opera. L’iconostasi infatti rappresenta uno dei perni del processoliturgico nel Culto Cristiano-Bizantino praticato dagli stessi Arbereshe nelle loro comunità. Il Sacrosi colloca al di là dell’altare, dietro tre grandi porte coperte da lunghe e pesanti tende che velano agli occhi dei fedeli le raffigurazioni del divino. Solo in alcuni precisi momenti le icone vengono svelate a tutti e celebrate attraverso i canti liturgici. RADIOnoMade in Arberia trae ispirazione da tale meccanismo di ritualità per riformularlo in chiave drammaturgica.

Collettivo noMade

Diretta da un collettivo romano di artisti-ricercatori RADIO noMade propone di concentrarsisull’immaginario di paesaggi sensoriali nel quale il fruitore possa trovare la sua libertà di creazione. Il collettivo affonda le sue radici nel concetto di nomadismo che assunto come categoria interpretativa del mondo ne coglie il suo continuo divenire, il suo non essere mai lo stesso, la sua relatività.

24-25 aprile h 21.00 / 26 aprile h 18,00

EPOCHE’ Sospensioni del Giudizio

Pietro Faiella

Cosa accade quando ci troviamo di fronte ad un evento indecidibile, sul quale sembra impossibile esprimere un parere univoco? La filosofia scettica chiamava questa azione Epochè, ovvero sospensione del giudizio. SECONDO GIUDA e L’IMPERDONABILE sono due operazioni di scrittura e messa in scena che intendono suscitare questa condizione intellettuale ed emozionale.

SECONDO GIUDA

con Pietro Faiella 

La vicenda di Giuda è nota a tutti: è il traditore per antonomasia. Ha tradito ma è anche il mezzo tramite il quale si compie il destino di Cristo. Giuda è l’uomo più abietto di tutta l’umanità, ma anche l’apostolo che assume su di sé la responsabilità del gesto estremo, determinante, disposto a sopportarne in eterno il peso di dannazione. Rielaborando il romanzo La gloriadi Giuseppe Berto,lo spettacolo mette in scena la confessione dell’Iscariota, la sua versione dei fatti, dura e carnale.  Due momenti capitali: l’incontro con Cristo e il tradimento. È possibile esprimere un giudizio definitivo? Il  destino di Giuda è un errore del disegno divino, o è stato scientemente, necessariamente previsto? Questa è la prima epochè.

L’IMPERDONABILE

con Marco Feroci

Un uomo poco più che trentenne. La perversione pedofila, la vita come sequela di aberrazioni, racconto di deviazioni che sembrano non avere soluzione di continuità. Una confessione scabra, dettagliata, sofferta offrendosi in pasto, nudi, a chi ascolta. La rivelazione di un punto di non ritorno, un’infanzia trafitta. Una pluralità di possibili, controversi ed opposti. Mostro o  vittima innocente di un destino terribile? Questa è la seconda epochè.

2 – 3 maggio h 21.00

METAMORFOSI DALL’ASSENZA

Concerto per Parole

FABBRICA ZOOE’

poesie di Carola Minincleri Colussi

musiche originali Brixhilda Shqalsi

regia Gianmarco Busetto

in scena Carola Minincleri Colussi e Brixhilda Shqalsi

luci Marco Duse

organizzazione Innocenzo Capriuoli

Silloge poetica segnalata dal Premio Nazionale di Poesia Renato Giorgi 2018, “Metamorfosi dall’assenza” sintetizza un intero ciclo di vita dell’autrice, Carola Minincleri Colussi, dedicato alla trasformazione dell’assenza in presenza, dell’invisibile in visibile. Si tratta delle tappe di elaborazione della nuova identità di un femminile sacro, tappe incominciate con la frattura tra una donna e la società in cui si credeva integrata, causata da una scelta andata controcorrente. Tappe che segnano una metamorfosi dal lutto dell’isolamento come metafora di un senso di mancanza, di “mancare di qualcosa” – che riporta a una memoria femminile di vuoto e di abbandono – a una volontà di presenza come donna contemporanea, come madresì, ma di un’esperienza femminile nuova.

Il reading performativo, con la regia di Gianmarco Busetto, mette in scena una quindicina di poesie nate in differenti momenti di tale ricerca, che attivano un’atmosfera rituale richiamante il processo alchemico di nigredo, albedo, rubedo, accompagnate dalle musiche originali di Brixhilda Shqalsi. L’esperienza si può completare con una masterclass teatrale di 2 ore sul tema della metamorfosi, che preceda il reading e consenta di contattare le resistenze al cambiamento e di intuire il potenziale da esse celato, con benifici d’ispirazione verso prossimi cicli di vita.

FARMACIA ZOOÈ

Farmacia Zooè è una compagnia indipendente nata nel dicembre 2006 a Mestre dall’incontro di Gianmarco Busetto e Carola Minincleri Colussi. Si occupa di teatro, poesia e performance e indaga la contemporaneità alla ricerca del valore essenziale degli individui e delle loro comunità, per trovare e condividere ispirazioni e percorsi “alternativi al vuoto”.  La sede della compagnia è SPAZIO FARMA, uno spazio performativo che promuove l’arte e l’educazione con l’arte a Mestre .